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Lunga vita al Web
di Sir Tim Berners-Lee, l'inventore del Web

 

Traduzione integrale, a cura del dott. Alessandro TEDESCO, dell'articolo "Long Live the Web" di Tim Berners-Lee uscito il 22 Novembre 2010 su Scientific American Magazine.
Articolo originale in lingua inglese

 

Il Word Wide Web nacque sul mio "desktop fisico" a Ginevra in Svizzera, nel Dicembre 1990.
Consisteva in un sito Web e un browser che erano casualmente sullo stesso computer. Questa semplice installazione dimostrò un concetto profondo: ogni persona poteva condividere informazioni con chiunque, in qualsiasi luogo. Con questo spirito il Web si espanse molto rapidamente.
Oggi, nel suo ventesimo anniversario, il Web è profondamente integrato nella nostra vita di tutti i giorni. Lo consideriamo un servizio scontato, come se "dovesse essere qui" in ogni momento, al pari dell'elettricità.

Il Web si è evoluto in un potente e ubiquo strumento perché è stato costruito su principi ugualitari e perché migliaia di persone, università e aziende hanno lavorato, sia indipendentemente che assieme, come parte del World Wide Web Consortium, per espandere la sua potenzialità sulla base di questi principi.

Il Web, così come lo conosciamo, è oggi sottoposto a numerose minacce.
Alcune delle sue componenti di maggior successo hanno iniziato a dissociarsi dai suoi principi.
I grandi siti di Social Network isolano dal resto del Web le informazioni postate dai loro utenti.
Providers che forniscono l'accesso ad Internet Wireless stanno tentando di rallentare il traffico verso i siti che non hanno stabilito accordi con loro.
I governi, sia totalitari che democratici, stanno monitorando le abitudini delle persone che si connettono, violando i principali diritti dell'uomo.

Se noi, utenti del Web, permettiamo che queste e altre tendenze procedano senza controllo, il Web potrebbe frammentarsi in molte isole.
Potremmo perdere la libertà di connetterci liberamente a qualsivoglia sito desideriamo. Gli effetti della malattia potrebbero espandersi agli smartphones ed ai pad, che sono pure portali con informazioni fornite dal Web.

Perché dovrebbe interessarci? Perché il Web è vostro.
E' una risorsa pubblica dalla quale voi, i vostri affari, la vostra comunità ed il vostro governo dipendete.
Il Web è anche vitale per la democrazia, una via di comunicazioni che rende possibile una continua conversazione a livello planetario. La liberà di parola che oggi il Web permette è più a rischio rispetto ad ogni altro media. Il Web porta nell'era della rete i principi della costituzione degli U.S., della Magna Carta britannica e di altri importanti documenti: la libertà dall'essere intercettati, filtrati, censurati e disconnessi.

Tuttavia le persone sembrano pensare che il Web sia una sorta di parte della natura, e se inizia ad inaridire, allora ciò è una di quelle cose sfortunate che non si possono evitare. Non è così. Creiamo noi il Web, progettando protocolli e programmi per computers; questo processo è interamente sotto il nostro controllo. Siamo noi a scegliere quali caratteristiche debba o non debba avere. Non è assolutamente arrivato al capolinea (e non è certamente morto).
Se vogliamo tracciare cosa il governo sta facendo, vedere cosa stanno facendo le aziende, capire il vero stato del pianeta, trovare una cura per i malati afflitti dall'Alzheimer, o semplicemente condividere le nostre fotografie con i nostri amici, noi pubblico, la comunità scientifica e la stampa dobbiamo assicurarci che i principi del Web rimangano intatti, non solamente per preservare quello che abbiamo raggiunto ma per beneficiare dei grandi vantaggi ancora ottenibili.

L'Universalità come fondamento.
Diversi principi sono la chiave che permette al Web di diventare sempre più ricco di contenuti. Il principio fondamentale del Web, sottolineato dalla sua crescita ed utilizzo, è l'universalità. Quando si fa un link ci si può collegare a qualsiasi cosa. Questo significa che la gente può mettere qualsiasi cosa sul Web, indipendentemente dal computer che possiede, dal programma che usa o dalla lingua che parla e indipendentemente che possegga una connessione Internet con o senza fili.
Il Web dovrebbe essere utilizzabile dalle persone diversamente abili. Deve funzionare con ogni forma di informazione, sia un documento o un insieme di dati, e di qualsiasi tipologia, da un semplice appunto sino a un giornale accademico. Il Web dovrebbe essere accessibile da qualsiasi tipo di hardware che possa connettersi ad Internet: fisso o mobile, con schermo piccolo oppure grande.

Queste caratteristiche possono sembrare ovvie o di poca importanza, ma sono la spiegazione del perché il prossimo sito di successo o la nuova pagina iniziale della squadra locale di calcio di vostro figlio appariranno sul Web senza alcun problema. L'universalità è una grande esigenza per qualsiasi sistema.

La Decentralizzazione è un'altra importante caratteristica di progettazione. Non c'è bisogno di ottenere l'approvazione da alcuna autorità centrale per una pagina o un collegamento. Quello che si deve fare è usare dei protocolli standard come ad esempio l'hypertext markup language, l'URI e l'hypertext transfer protocol. La decentralizzazione ha reso possibile l'espansione dell'innovazione e continuerà a farlo. L'URI è la chiave dell'universalità. (Ho inizialmente chiamato lo schema URI, come identificatore di risorsa universale; è diventato conosciuto come URL, come localizzatore di risorsa uniforme). L'URI permette di seguire qualsiasi collegamento, indipendentemente dal contenuto a cui porta o da chi pubblica tale contenuto. I collegamenti hanno fatto del Web un qualcosa di più grande valore: uno spazio d'informazione interconnessa. Svariati trattati sull'universalità del Web sono comparsi recentemente.
Le compagnie televisive
via cavo che vendono la connessione ad Internet stanno considerando se limitare i loro utenti Internet nello scaricare solo l'intrattenimento fornito dalla compagnia stessa.

I siti di Social-networking presentano un diverso tipo di problema. Facebook, LinkedIn, Friendster ed altri forniscono tipicamente contenuti catturando l'informazione nel momento in cui viene immessa: il vostro compleanno, il vostro indirizzo e-mail, i vostri gusti e i collegamenti che indicano di chi si è amico e chi c'è nella fotografia. I siti riuniscono questi dati in ricchi schedari e riutilizzano le informazioni per fornire servizi di valore aggiunto, ma solamente all'interno dei loro stessi siti.
Una volta che inserite i vostri dati in uno di questi servizi non potete facilmente usarli in un altro sito. Ogni sito è un contenitore, isolato dagli altri. Certo, le pagine del vostro sito sono sul Web, ma non lo sono i vostri dati. Potete accedere ad una pagina Web concernente una lista di persone che avete creato in un sito, ma non potete inviare quella lista, o le voci in essa contenuta, ad un altro sito.

L'isolamento avviene perché ogni parte d'informazione non ha un URI. I collegamenti tra i dati esistono solo all'interno di un sito. Cosicché più cose immettete e più cose rimangono chiuse dentro. Il vostro sito di social-networking diventa una piattaforma centrale, una scatola chiusa di contenuti, e che non vi permette un controllo completo delle informazioni in essa contenuta. Più questo tipo di architettura guadagna spazi di utilizzo, più il Web diventa frammentato e quindi non possiamo condividere lo spazio d'informazione universale.

Un relativo pericolo è che un sito di social-networking oppure un motore di ricerca o un programma di navigazione diventi così grande da diventare un monopolio, che tenda a limitare l'innovazione.
Come è stato da quando il Web è iniziato, il continuo diffondersi dell'innovazione può essere il migliore controllo ed equilibrio contro qualsiasi azienda o governo che cerchi di minare l'universalità.
GnuSocial e Diaspora sono progetti sul Web che permettono a chiunque di creare il proprio personale social network dal proprio server, connettendo chiunque a qualsiasi altro sito.
Il progetto Status.net, che visualizza siti come identi.ca, permette di gestire il vostro Twitter personale come una rete senza il Twitter centralizzato.

L'innovazione degli standard aperti.
Permettere ad ogni sito di collegarsi ad altri siti è necessario ma non sufficiente per un Web forte. Le tecnologie Web di base che singoli ed aziende necessitano per sviluppare servizi importanti devono essere disponibili liberamente senza royalties. Amazon.com, per esempio, è diventato un negozio di libri online di successo, in seguito negozio di musica e poi ancora negozio per ogni tipo di mercanzia perché ha avuto libero accesso agli standard tecnici sui quali opera il Web. Amazon, come ogni altro utilizzatore Web, ha potuto usare HTML, URI e HTTP senza chiedere alcun permesso e senza royalties. Ha potuto anche usare i miglioramenti a quegli standards sviluppati dal World Wide Web Consortium, permettendo ai compratori di completare un modulo virtuale di ordine, pagare online, prezzare le merci comprate e così via.

Per "standards aperti" intendo standards che possono avere qualsiasi esperto coinvolto nel progetto, che sono stati largamente esaminati come accettabili, disponibili liberamente sul Web e senza royalties per sviluppatori ed utenti. Standards aperti e senza royalty sono facili da utilizzare per creare le diverse ricchezze dei siti Web, dai grandi nomi come Amazon, Craigslist e Wikipedia per oscurare blogs scritti da adulti hobbisti e video casalinghi postati dagli adolescenti.

Apertura significa anche poter realizzare il vostro sito Web personale o aziendale senza l'approvazione di qualcuno. Quando il Web ebbe inizio, io non ho dovuto ottenere permessi o pagare royalties per utilizzare gli standard aperti di Internet, come il ben conosciuto protocollo di trasmissione (TCP) e protocollo Internet (IP). Similmente, la patente senza royalties del Web Consortium stabilisce che le aziende, università e gli individui che contribuiscono a sviluppare uno standard devono accettare di non richiedere royalties a nessuno che possa utilizzare lo standard.

Standards aperti senza royalties non significa che un'azienda o individuo non possono disporre un blog o un programma di condivisione di fotografie e addebitarne l'utilizzo. Possono. E potete voler pagare per un utilizzo che pensate "migliore" di altri. Il punto è che gli standard aperti permettono molte opzioni, libere e non.

In verità, molte aziende spendono danaro per sviluppare programmi applicativi straordinari perché confidano che tali applicativi servano a chiunque, indipendentemente dal computer hardware, sistema operativo o Internet service provider (ISP) che viene utilizzato, tutto è reso possibile dagli standard aperti del Web. La stessa fiducia incoraggia gli scienziati a spendere migliaia di ore per sviluppare incredibili banche dati che condividono informazioni su proteine con la speranza di curare malattie.
La fiducia incoraggia governi come quello degli U.S e U.K nel mettere sempre più dati online così i cittadini li possono consultare, rendendo ed aumentando la loro trasparenza. Gli standard aperti adottano anche fortunate creazioni: qualcuno li usa in modi in maniere impensate. Lo scopriamo sul Web ogni giorno.

Al contrario, non usare gli standards aperti crea mondi chiusi. iTunes della Apple per esempio, identifica canzoni e filmati usando URIs che non sono aperti. Ma al posto di "http:" l'indirizzo comincia con "itunes:" che è di proprietà riservata. Potete accedere ad un collegamento "itunes:" soltanto usando il programma iTunes di proprietà della Apple. Non potete fare un collegamento a nessuna informazione nel mondo iTunes, una canzone o informazione riguardante una band. Non potete inviare quel collegamento a qualcun altro perché lo veda. Non siete più sul Web. Il mondo iTunes è centralizzato e recintato. Voi siete intrappolati in un unico negozio, piuttosto che essere sul mercato aperto. Al di là delle meravigliose attrattive di un negozio, la sua evoluzione è limitata a quello che una azienda ci investe.

Altre aziende stanno pure creando mondi chiusi. Per esempio la tendenza dei periodici di produrre applicazioni per smartphone piuttosto che applicazioni Web è inquietante, perché questo materiale è fuori dal Web. Non potete creare un segnalibro o mandare per e-mail un link ad una pagina al suo interno. Non potete farne un tweet.
E' meglio costruire un'applicazione Web che funzioni anche su smartphone browsers, e le tecniche per farlo stanno migliorando continuamente.

Alcune persone possono pensare che i mondi chiusi siano positivi. Tali mondi sono facili da usare e sembrano dare a quelle persone ciò che loro vogliono. Ma come abbiamo visto nel 1990 con il sistema d'informazione America Online dial-up che diede un ristretto sottoinsieme del Web, questi chiusi "giardini cintati", indipendentemente da quanto possano piacere, non possono mai competere in diversità, ricchezza ed innovazione con l'appassionato, vibrante mercato Web al di fuori dei loro cancelli. Un giardino recintato con una presa sul mercato può rallentare la crescita esterna.

Mantenere il Web separato da Internet
Mantenere il Web universale e tenendo i suoi standards aperti aiuta la gente ad inventare nuovi servizi.
Ma un terzo principio, la separazione dei livelli, partiziona il progetto del Web da quello di Internet.

Questa separazione è fondamentale. Il Web è un'applicazione che gira su Internet, il quale è una rete elettronica che trasmette pacchetti di informazioni tra milioni di computers secondo alcuni protocolli aperti. Un'analogia è che il Web è come un elettrodomestico che utilizza la rete elettrica. Un frigorifero o una stampante possono funzionare sino a quando utilizzano alcuni protocolli standard, negli U.S. si usa 120 Volts e 60 hertz. Analogamente, ogni applicazione, tra cui il Web, e-mail o programma di messaggistica, può girare su Internet sino a quando utilizza alcuni protocolli standard di Internet, come TCP e IP.

I produttori possono migliorare i frigoriferi e le stampanti senza cambiare il funzionamento dell'elettricità, le aziende elettriche possono migliorare la rete elettrica senza modificare il funzionamento degli elettrodomestici. I due livelli di tecnologia funzionano insieme ma possono progredire in maniera indipendente. Lo stesso vale per il Web e per Internet.
La separazione dei livelli è cruciale per l'innovazione. Nel 1990 il Web è uscito grazie ad Internet senza nessun cambiamento di Internet stesso, e da allora sono seguiti i miglioramenti.
Da quei tempi quando le connessioni ad Internet avevano una velocità di 300 bits al secondo sono passate a 300 milioni di bits per secondo (Mbps) senza che il Web sia stato riprogettato per trarre vantaggio dagli aggiornamenti.

Diritti Umani Elettronici
Anche se Internet ed il Web sono due progetti separati, un utente del Web è pure un utente di Internet e risiede su un Internet libero da interferenze. Agli inizi il Web era tecnicamente troppo difficile perché un'azienda o paese potesse manipolare Internet per interferire sull'utilizzatore del Web. La tecnologia delle intercettazioni è tuttavia diventata più potente.
Nel 2007 BitTorrent, una società il cui protocollo di rete "peer-to-peer" permette alle persone di condividere musica, filmati ed altri files direttamente su Internet, reclamava presso la Commissione Federale delle Comunicazioni che il gigante ISP Comcast bloccava o rallentava il traffico agli abbonati che utilizzavano il programma BitTorrent.
La Federal Communications Commission ordinò alla Comcast di interrompere i blocchi e i rallentamenti, ma nell'Aprile 2010 una corte federale stabiliva che la F.C.C. non poteva imporre a Comcast di farlo.
Un buon ISP (fornitore di servizi Internet) gestirà il traffico in maniera tale che quando la banda è limitata il traffico meno cruciale sia retrocesso in modo trasparente ed in maniera tale che gli utilizzatori ne siano a conoscenza. Un'importante linea esiste tra quell'azione e l'utilizzo dello stesso potere per discriminare.

Questa distinzione sottolinea il principio della neutralità della rete. La neutralità della rete stabilisce che se io ho pagato per un collegamento ad Internet di una certa qualità, per esempio 300 Mbps e pure voi avete pagato per quella qualità, le nostre comunicazioni dovrebbero viaggiare con questa qualità di collegamento.
Proteggendo questo concetto si eviterebbe che un grande ISP ci mandi i suoi video ad una velocità di 300 Mpbs mentre quelli di una società concorrente ad una velocità inferiore.
Questo significherebbe discriminazione commerciale. Potrebbero sorgere altre complicazioni.
Cosa succede se il vostro ISP vi facilita la connessione ad un particolare negozio di scarpe e renda difficoltoso quello ad altri? Questo comportamento sarebbe un potente mezzo di controllo.
E se il vostro ISP vi rende difficile raggiungere i siti Web di alcuni partiti politici o religiosi oppure siti d'evoluzione?
Purtroppo in Agosto Google e Verizon per qualche ragione suggerirono che la neutralità della rete non dovesse applicarsi per le connessioni mobili telefoniche. Molte persone delle aree rurali dall'Utah all'Uganda hanno accesso ad Internet solo tramite telefoni cellulari; escludendo la connessione senza fili dalla rete discriminerebbe questi utenti dal servizio.
E' oltremodo bizzarro immaginare che il mio fondamentale diritto ad accedere ad una fonte d'informazione di mia scelta possa avvenire sul mio computer di casa connesso in modalità WiFi ma non quando utilizzo il mio telefono cellulare.

Un mezzo di comunicazione neutrale è alla base di un mercato economico competitivo, della democrazia e della scienza. Il dibattito è nato nuovamente nell'anno passato circa il bisogno di una legislazione governativa che protegga la neutralità. Questo bisogno è necessario. Anche se Internet ed il Web generalmente fioriscono sulla mancanza di regolamentazione, alcuni valori di base devono essere legalmente protetti.

No snooping (Non curiosare)

Altre minacce al Web arrivano dall'intromissione con Internet, incluso il curiosare. Nel 2008 una società, Phorm, escogitò una maniera per permettere ad un ISP di sbirciare dentro i pacchetti d'informazioni che inviava. L'ISP potrebbe determinare ogni URI che ogni utente sta visitando. L'ISP potrebbe quindi creare un profilo dei siti che l'utente ha visitato al fine di produrre pubblicità mirata.

Accedere all'informazione dentro un pacchetto Internet equivale a intercettare un telefono o aprire la posta.
Gli URIs che le persone usano palesano molto bene le loro abitudini.
Una società che acquista profili URI di aspiranti lavoratori potrebbe utilizzarli per discriminare, nell'assumere personale, ad esempio, in relazione a certe idee politiche.
Le compagnie d'assicurazione sulla vita potrebbero discriminare persone che hanno cercato sul Web informazioni relative a sintomatologie cardiache.
Gli adescatori potrebbero utilizzare i profili per fare stalking (pedinare e ossessionare) le persone. Utilizzeremmo il Web molto diversamente se sapessimo che i nostri click possono essere monitorati e i nostri dati condivisi con terze parti.

Dovrebbe essere protetta pure la libera discussione. Il Web dovrebbe essere come un foglio di carta bianco: pronto per essere scritto, senza nessun controllo su ciò che viene scritto.
All'inizio di quest'anno Google ha accusato il governo cinese di essere entrato nei suoi archivi di dati per ricercare le e-mails dei dissidenti. Questa situazione fu determinata dal fatto che Google resistette alle pressioni del governo, che gli chiedeva di censurare, dal suo motore di ricerca in lingua cinese, certi documenti.
I governi totalitari non sono gli unici che violano i diritti di rete dei loro cittadini.
In Francia una legge varata nel 2009, battezzata Hadopi, permetteva la nascita di un'agenzia, chiamata con lo stesso nome, di disconnettere un'abitazione da Internet per un anno se qualcuno nella famiglia era accusato da una casa discografica di aver scaricato musica o video. Dopo molta opposizione, in Ottobre il Consiglio della Costituzione francese richiedeva al giudice di esaminare il caso prima che l'accesso ad Internet fosse revocato, ma se approvato l'abitazione poteva essere disconnessa senza un giusto processo.

Nel Regno Unito il Digital Economy Act, frettolosamente passato in Aprile, permette al governo di ordinare ad un ISP di chiudere a chiunque una connessione Internet che appaia in una lista di persone sospettate di infrangere i diritti di copyright. In Settembre, il Senato degli Stati Uniti introdusse il Combating Online Infringement and Counterfeits Act, che vorrebbe permettere al governo di creare una lista nera di siti Web, ospitati dentro o fuori il territorio U.S.A., accusati d'infrazione e di far pressione o richiedere agli ISP di bloccare l'accesso a quei siti.

In questi casi nessun giusto processo protegge i cittadini prima che vengano disconnessi o che i loro siti siano bloccati. Considerando gli innumerevoli utilizzi il Web è cruciale per le nostre vite e il nostro lavoro, la disconnessione è una forma di privazione della libertà.
Guardano indietro alla Magna Carta dovremmo forse oggi affermare: "nessuna persona o organizzazione può essere privata della capacità di connettersi agli altri senza un giusto processo e la presunzione d'innocenza".

Quando i vostri diritti in Internet sono stati violati diventa cruciale la protesta pubblica. Cittadini di tutto il mondo hanno obiettato alla richiesta della Cina fatta a Google, tanto che il Segretario di Stato Hilary Clinton ha affermato che gli Stati Uniti supportano la sfida di Google e la libertà di Internet; e questa libertà del Web dovrebbe diventare un elemento caratterizzante della politica estera americana. In Ottobre, la Finlandia ha varato l'accesso a banda larga, 1 Mbps, spettante di diritto a tutti i cittadini.

Connettersi al futuro
Finché i principi di base del Web saranno sostenuti la sua continua evoluzione non sarà nelle mani di nessuna persona o organizzazione, neppure nelle mie.
Se possiamo preservare i principi il Web promette alcune fantastiche possibilità future.

Per esempio, l'ultima versione dell'HTML, chiamata HTML5, non è semplicemente un linguaggio di demarcazione, ma una piattaforma che renderà le applicazioni Web sempre più potenti di quanto lo siano oggi. La proliferazione degli smartphones renderà il Web sempre più centrale nelle nostre vite.
Gli accessi Wireless saranno un particolare vantaggio per lo sviluppo dei paesi, dove molta gente non ha connettività via filo o cavo, ma la avrà senza fili.

Molto resta ancora da fare certamente, inclusa l'accessibilità per le persone diversamente abili e la progettazione di pagine che si adattino bene a tutti gli schermi, dagli smisurati monitor 3-D che coprono un'intera parete agli schermi per orologi da polso.
Un esempio significativo delle prospettive future, cha fa leva sulla forza di tutti i principi, è il collegamento dati. Il Web di oggi è completamente funzionale nell'aiutare la gente a pubblicare e trovare documenti, ma i programmi dei nostri computer non possono leggere o manipolare i dati effettivi all'interno di questi documenti. Quando questo problema sarà risolto il Web diventerà molto più usato, perché i dati riguardanti qualsiasi aspetto della nostra vita saranno creati ad un velocità sorprendente. Chiusa dentro questi dati sta la conoscenza di come curare le malattie, accrescere il valore del commercio e governare il nostro mondo in maniera più efficace.

Gli scienziati attualmente sono in prima linea nell'immissione di dati collegati sul Web, uno degli sforzi maggiori.
I ricercatori, per esempio, stanno realizzando che in molti casi nessun singolo laboratorio o archivio di dati online sono sufficienti per scoprire nuovi farmaci. Le informazioni necessarie per comprendere la complessa interazione tra malattie, processi biologici nel corpo umano e il vasto assortimento di agenti chimici è sparpagliato in tutto il mondo in miriadi di banche dati, fogli di calcolo e documenti.

Un eventuale successo potrebbe essere la scoperta di un farmaco per combattere la malattia dell'Alzheimer. Un numero di laboratori di ricerca governativi e privati hanno cessato il loro usale rifiuto di aprire i loro archivi di dati e hanno creato l' Alzheimer's Disease Neuroimaging Initiative.
Hanno pubblicato un massiccio numero di informazioni su pazienti e scansioni cerebrali sotto forma di dati connessi tra loro, che hanno approfondito anticipando di molto l'avanzamento della ricerca.
Durante una dimostrazione, della quale sono stato testimone, uno scienziato ha domandato: "Quali proteine sono coinvolte nella trasduzione del segnale e queste sono connesse ai neuroni piramidali?".
Inserita in Google la domanda ha ottenuto 233.000 risultati e nessuna singola risposta.
Inserendola nell'archivio mondiale dei database collegati tra loro, tuttavia, ha ottenuto come risposta un ristretto numero di proteine che hanno effettivamente le proprietà richieste.

Anche il settore finanziario e quello degli investimenti possono trarre beneficio dai dati collegati. Il profitto è generato, in larga parte, nel trovare modelli in un crescente e diversificato assortimento di risorse d'informazioni. I dati pervadono oramai ogni aspetto della nostra vita.
Quando vi connette al vostro sito di social-network e indicate che un nuovo venuto è vostro amico, quella che si è stabilita è una relazione. E questa relazione è un insieme di dati.

I dati connessi tra di loro sollevano alcune questioni con le quali dovremmo confrontarci.
Ad esempio, le nuove capacita di integrazione dei dati potrebbero sollevare problematiche a livello di privacy, difficilmente risolvibili dalle legge odierne in materia.
Dovremmo esaminare le opzioni legali, culturali e tecnologiche che andranno a preservano la privacy senza soffocare le potenzialità derivanti dalla condivisione dei dati.
Viviamo in un'epoca veramente entusiasmante.
Sviluppatori Web, aziende, governi e cittadini dovrebbero lavorare coralmente, come noi abbiamo fatto fin dalle origini, al fine di preservare i principi fondanti del Web, così come quelli di Internet, assicurando che i protocolli tecnologici e le convenzioni sociali che abbiamo eretto rispettino i valori basilari dell'uomo.

L'obiettivo del Web è servire l'umanità. Lo costruiamo ora affinché le generazioni che verranno dopo di noi saranno in grado di creare cose che noi stessi attualmente non possiamo neppure immaginare.
Tim Berners-Lee