BAMBINI PER STRADA
Se
pensate che un bambino reagisca come un adulto nella circolazione stradale,
vi sbagliate!
Se
voi pensate che veda e capisca così bene come
un adulto le automobili che arrivano, vi sbagliate!
Il
vostro errore rischia un giorno di causare un grave incidente.
LA
VISIONE: un bambino non vede come un adulto.
Il
suo campo visuale è ristretto: vede
unicamente davanti a sè,
come portasse un paraocchi.
Per
la sua piccola taglia non può vedere al di sopra
delle vetture in sosta ed è a sua volta nascosto alla vista degli
automobilisti.
Egli
non vede per contrasto: impiega
circa 4 secondi per distinguere
se un'automobile è ferma o in movimento.
Confonde
l'altezza e la lunghezza: un'automobile gli sembra più
lunga di un camion.
Confonde
il vedere con l'essere visto.
L'UDITO:un
bambino non sente come noi.
Egli
non distingue bene la provenienza dei suoni.
I
rumori della via lo rendono distratto.
Egli
sente i rumori che lo interessano (non i richiami e i comandi ecc.).
LA
RELAZIONE DI CAUSA-EFFETTO:un bambino non la capisce
Così
egli non pensa alla distanza di arresto di un veicolo: crede che
una vettura si arresti subito, là dove egli la vede, appena
il guidatore appoggia il piede sul freno.
DISTANZA,
TEMPI, VELOCITA': un bambino non è capace di valutarli.
LA
SINTESI GLOBALE: un bambino non sa pensare e reagire a più fatti
contemporaneamente.
Gli
è difficile osservare contemporaneamente il passaggio dei pedoni,
il verde del semaforo, le automobili.
LA
SODDISFAZIONE DEI BISOGNI: un bambino cerca innanzitutto di soddisfare
i propri bisogni.
Per
lui giocare, spostarsi, essere puntuale a scuola o a casa, raggiungere
i propri genitori sull' altro lato della strada o prendere la palla sono
cose più importanti che tener conto della circolazione; per
continuare quello che ha iniziato a fare un bambino è capace di
gettarsi contro una vettura, che egli ha visto, ma che
ostacola il suo scopo.
LA
MORTE: un bambino non teme la morte
Per
lui la morte è un gioco, lui spesso gioca a essere morto e a risvegliarsi
e rivivere. Un bambino non ha paura di morire, ma ha più paura
di essere sgridato da un adulto se costringerà una vettura a frenare.
L'AMBIENTE
RASSICURANTE: un bambino ha spesso l'impressione di essere al sicuro
Per
esempio egli pensa che nulla gli può capitare se i suoi genitori
o degli adulti sono vicini a lui, se si trova nei pressi della sua casa
o della sua scuola.
LE
FALSE "IMMAGINI" DEL BAMBINO: gli oggetti non hanno per lui
lo stesso significato che hanno per noi.
La
strada: per lui è un luogo di gioco senza i genitori.
L'automobile:
egli confida nell'auto, gli sembra umana (fari=occhi
ecc.).
Gli
attraversamenti cosiddetti protetti: nella sua mente sono luoghi
dove nulla di male gli può capitare.
L'ISTINTO
DI IMITAZIONE: il bambino copia sempre l'adulto.
Più
ancora di un adulto il bambino imita il gruppo: se qualcuno attraversa,
anch'egli pensa di passare, senza rendersi conto che in pochi
secondi la situazione è cambiata; se si tengono per mano,
i bambini si confortano a vicenda nell'idea dell'assenza di pericoli.
PRIMA
DI 10-12 ANNI UN BAMBINO HA MOLTE DIFFICOLTA A SBROGLIARSI
NELLA CIRCOLAZIONE, PERCHE UN BAMBINO NON E'UN
ADULTO IN MINIATURA.
Quando
diventerà grande capirà; noi possiamo aiutarlo, dobbiamo
aiutarlo, ma in attesa che diventi grande NOI
DOBBIAMO ESSERE PRUDENTI!
Dobbiamo
noi modificare il nostro comportamento nei suoi confronti.
AL
VOLANTE: rallentiamo vedendo bambini, fermiamoci
10 metri prima del passaggio pedonale per
farli attraversare.
GENITORI
E INSEGNANTI: mettete dei vestiti colorati ai bambini, abituiamoli ad
attraversare correttamente, insegnando loro il comportamento nella circolazione.
OGNI
GIORNO A PIEDI O IN AUTO DIAMO IL BUON ESEMPIO!
APPROFONDIMENTI
Dall’inizio
degli anni settanta ad oggi, nell’Unione Europea, il numero delle
vittime di incidenti stradali è diminuito, con l’eccezione
della Grecia, Spagna e Portogallo e le statistiche ci dicono che anche
fra i bambini le vittime d’incidente vanno diminuendo, ma non possiamo
dire che le strade sono più sicure per i nostri figli.
Dagli studi sulla
sicurezza noi sappiamo che ciò che conta è l’esposizione
al rischio. In questi anni il numero totale dei bambini è diminuito
e la loro presenza sulle strade si è drasticamente ridotto. Il
numero de bambini che vanno a scuola a piedi negli ultimi vanti anni è
fortemente diminuito. In Gran Bretagna, tra il 1971 e il 1990, la percentuale
dei bambini di 7 e 8 anni, a cui è permesso andare a scuola da
soli è sceso dall’80% al 9% (Adams, Hillman, Whitelegg 1991).
Questo studio documenta una enorme riduzione del numero di bambini esposti
al traffico, mentre gli incidenti, che li coinvolgono, non sono purtroppo,
diminuiti in misura altrettanto rilevante.
L’aumento generalizzato
dei pericoli e del traffico hanno spinto i genitori a ridurre la libertà
di movimento dei loro figli, con importanti conseguenze per la loro salute
e questo dato ha modificato la vita nelle nostre città.
I genitori che hanno
deciso di proteggere i loro bambini togliendoli dai pericoli del traffico
hanno capito quanto la psicologa svedese Stina Sandels riassumeva in questa
frase:
Il bambino non può
essere adattato al traffico
Ricordo alcuni dei
risultati emersi dagli studi del gruppo di lavoro della Sandels, che sono
fondamentali per capire i problemi di fondo del comportamento dei bambini
sulla strada.
L’impulsività
I bambini si lasciano
guidare dai loro impulsi in modo diverso dagli adulti, se vedono qualcosa
di eccitante sull’altro lato della strada, dimenticano ogni cautela
e tutto ciò che sanno del traffico e si dirigono verso l’obiettivo,
con totale disattenzione.
Il bisogno
di muoversi
I bambini hanno un
innato bisogno di correre, saltare, arrampicarsi. Per un bambino camminare
con calma e tranquillità è altrettanto strano che per un
adulto correre. Questo dato aumenta in modo automatico il rischio di incidente
in mezzo ad un traffico in cui è dato per scontato che ogni pedone
si muova con abilità, in modo disciplinato e sia motivato a comportarsi
così.
Panico e paura
Anche se i bambini
fanno attenzione al traffico, spesso non sono in grado di comportarsi
correttamente, perché il traffico è così complicato
che il bambino si spaventa ed in lui si produce un senso di panico. Un
bambino norvegese delle elementari descrive la situazione in questo modo:
"Spesso io sono spaventato dai camion che vanno così forte
e qualche volta salgono sul marciapiede, così io scappo in strada,
ma ci sono auto anche lì"
Un altro bambino dice:
"Qualche volta sulle strisce pedonali, loro quasi mi saltano addosso.
Loro vanno addosso ai bambini. L’ho visto in un giornale!"
La visione
Il campo di visione
di un bambino è ridotto rispetto a quello di un adulto, il risultato
è che egli non è in grado di avere la stessa capacità
di adattarsi alle condizioni del traffico. Il bambino non è in
grado concentrare l’attenzione su più di un oggetto nel medesimo
tempo e non può passare dalla visione di un oggetto vicino ad uno
lontano, con la stessa facilità degli adulti. Il bambino guarda
un primo oggetto, poi un secondo, poi un terzo, ma, al contrario degli
adulti, egli non in grado di percepirli subito tutti e tre insieme. L’abilità
di dare un’immediata interpretazione a tutto quanto l’occhio
vede dipende dalla maturità di una persona, e tale maturità
si raggiunge attorno ai 16 anni, in accordo con quanto afferma Piaget.
L’altezza
Anche l’altezza
crea difficoltà quando si deve far fronte al traffico. Gli occhi
di un bambino europeo di sette anni si trovano ad un’altezza di
circa 100 - 125 cm, mentre quelli di un adulto sono circa 50 cm più
in alto. In pratica per il bambino è impossibile vedere al sopra
del tetto delle auto parcheggiate e spesso non vede al di sopra dei cofani.
Un’automobile che sopraggiunge, immediatamente visibile per un adulto,
può essere non visibile per un bambino, inoltre il bambino può
non essere visibile per l’automobilista.
L’udito
Fra il 3% e il 30%
dei bambini di sei anni identificano in modo scorretto la provenienza
di un suono, a secondo della direzione da cui si origina. Anche un adulto
qualche volta sbaglia, ma è in grado di compensare meglio l’errore.
Per il bambino un errore può portare conseguenze pericolose: uno
sbaglio può spingerlo facilmente a correre verso un auto che arriva
da una direzione inaspettata.
Comprensione
del significato delle parole e dei concetti dell’educazione stradale
Bambini dai 6 ai 10
anni, chiamati a spiegare il significato di frasi e parole importanti
come "pedone", "stai attento al traffico" e "strada
principale", non riuscivano a capire il senso di queste parole. A
7 anni il bambino capisce circa la metà delle parole che sono normalmente
usate per l’educazione stradale di bambini di 5 anni.
Di conseguenza si
deve fare attenzione alle parole che si usano quando si insegna il comportamento
nel traffico ai bambini, ma a volte si devono insegnare cose così
complicate, con termini così semplici, che le regole del traffico
non vengono lo stesso comprese, anche se il significato delle singole
parole è chiaro. Perciò si deve ricordare che il compito
dell’educazione stradale è dare informazioni in un modo tale
che possano aiutare i bambini a far adeguatamente fronte al traffico.
Comprensione
del significato di importanti segnali stradali
Come per le parole,
anche per quanto riguarda i segnali stradali, i bambini trovano difficile
capirne il significato, i simboli spesso non sono compresi. Metà
dei bambini studiati, di sei anni, capiva il senso di 3 cartelli fra gli
11 importanti per la loro sicurezza; circa il 50% dei bambini di otto
anni capiva 7 cartelli su 11 e il 50% di quelli di 10 anni ne capiva 10.
Secondo quanto afferma Piaget i bambini sviluppano il pensiero astratto
quando entrano nell’adolescenza, per cui i risultati descritti non
dovrebbero sorprenderci.
Capacità
di distinguere la destra dalla sinistra
La capacità
di pensare in termini astratti è necessaria per distinguere tra
destra e sinistra, i bambini piccoli rimangono spesso confusi per il fatto
che un lato della strada a volte è "la destra" e a volte
"la sinistra" e viceversa. Una ricerca ha trovato che solo il
58% dei bambini di sei anni sa distinguere tra destra e sinistra, a sette
anni la percentuale sale al 72%, a nove anni al 92%.
Capacità
di astrazione ed analisi
L’adulto può
ascoltare, vedere, attraversare la strada ad un attraversamento pedonale
ed allo stesso tempo elaborare tutte le informazioni utili, guardare ed
adattare il comportamento rispetto a quanto osservato. Il bambino può
fare una sola cosa per volta: per esempio guarda o sente o decide di attraversare
la strada.
Questo significa che
può assorbire solo una parte del flusso di informazioni che si
origina dalle automobili in veloce movimento da opposte direzioni, i vari
suoni emessi , le varie segnalazioni. Non è sorprendente che una
bambina sveglia, che ha seguito corsi di educazione stradale , figlia
di genitori intelligenti, dica di attraversare la strada in questo modo
"Prima guardo a destra, poi a sinistra e poi di nuovo a destra poi
sto lì ferma tremando - poi corro"
Le informazioni presentate
possono essere riassunte nella seguente affermazione: - I bambini non
sono abbastanza maturi per far fronte al traffico moderno, e l’educazione
o l’insegnamento non possono cambiare questo dato.
Un bambino
un giorno si comporta da perfetto pedone, ma può esserne totalmente
incapace il giorno dopo!
Nessuno si aspetta
che un bimbo di sei mesi cammini; noi sappiamo che il suo sistema nervoso,
la muscolatura e lo scheletro non sono sufficientemente maturi per farlo,
ma sembra che ci aspettiamo che un bambino di 7 anni sia capace di attraversare
un strada trafficata non accompagnato.
Vent’anni dopo
le conclusioni di Stina Sandels, il traffico e ancor più complesso:
i bambini hanno ancora meno esperienza dell’ambiente stradale, divenuti
adolescenti conquistano una relativa indipendenza e divengono la categoria
più a rischio nel traffico.
Se vogliamo diminuire
il rischio per gli studenti, noi dobbiamo predisporre provvedimenti in
favore della sicurezza non solo davanti alle scuole, ma anche adottare
provvedimenti di moderazione del traffico su intere aree, perché
gli incidenti a studenti non accadono solo di fronte alle scuole.
In molti casi l’incidente
succede a breve distanza dall’abitazione, lungo il percorso, alla
fine delle lezioni, quando l’allarme creato dal grande numero degli
studenti e delle auto dei genitori cessa di esercitare la sua funzione
di moderatore della velocità e il traffico nella zona torna a scorrere.
Osservando la mappa
degli incidenti di Brescia, abbiamo concluso che la maggior parte degli
incidenti a studenti non accade di fronte alla scuola, ma sulla strada
da e verso la casa, spesso mentre il giovane attraversa la strada nei
pressi dell’abitazione o della fermata dell’autobus.
Le amministrazioni
comunali e provinciali dovrebbero tener conto del grado di sicurezza del
sistema del traffico per
- decidere ove localizzare
le nuove scuole;
- destinare ad altro uso gli edifici scolastici che non garantiscono un
sufficiente grado di sicurezza;
- sistemare gli spazi aperti nei pressi delle scuole;
- pianificare i percorsi da e per la scuola, per garantire un percorso
sicuro per tutti i bambini, in particolare per i portatori di handicap;
- classificare il grado di sicurezza, accessibilità e qualità
degli edifici scolastici e dell’ambiente in cui è inserita
la scuola.
In ogni caso
dobbiamo ricordare che la componente chiave su cui agire, in tutti gli
ambienti urbani, è la velocità dei
veicoli!
A 50 km/h il guidatore
deve concentrare lo sguardo su un cono d’attenzione ristretto, che
è centrato sulla strada ed egli spesso non è in grado di
percepire elementi di ridotte dimensioni, come un bambino che si appresta
ad attraversare; a 30 Km/h il cono di attenzione è molto più
ampio.
Per un pedone
o un ciclista, la probabilità di morire in un incidente con un
veicolo che viaggia alla velocità di 50 km/h è di circa
il 50%, mentre a 30 km/h questa probabilità si riduce al 10%.
In Olanda, Scandinavia,
Germania, Austria, Gran Bretagna, Francia ed anche in altri stati, ampie
zone urbane sono state attrezzate con elementi di riduzione della velocità
e sono state attivate moltissime zone 30, secondo i modelli ideati e sperimentati
in Olanda. Si può trovare una mole enorme di documentazione sugli
effetti positivi ottenuti da questi progetti in termini di sicurezza,
per esempio dal programma decennale tedesco di "Verkehrsberuhigung",
i cui risultati sono stati verificati tra il 1991 e 1993, oppure dai risultati
del programma francese "Ville plus sure quartiers sans accidents".
In Italia abbiamo
pochissime esperienze di installazione di strutture per la moderazione
del traffico. Il nuovo codice della strada (1992) ha introdotto un solo
tipo di dosso rallentatore, che ha il difetto di produrre molto rumore
(con le conseguenti proteste di chi abita vicino) ed è utilizzato
come una sorta di panacea, più per avere la coscienza tranquilla
che per gli effettivi risultati in termini di sicurezza
Chi fosse interessato
all'argomento può richiedere il volume:
"Vivere e camminare
in città - andare a scuola"
atti del convegno
tenutosi a Brescia il 3-4 giugno 1996, stampato a cura dell'Ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle comunità europee
L 2985 Luxemburg
|